Finanza & ristrutturazione del debito
Rimettere in equilibrio i conti prima che siano i conti a decidere per voi.
Un’azienda può avere ordini, clienti e un buon prodotto, e nonostante questo passare le giornate a inseguire scadenze. Quando la tensione finanziaria entra in azienda smette di essere un problema di numeri e diventa un problema di lucidità: si decide di fretta, si decide peggio.
Il nostro lavoro è restituirvi ossigeno e tempo. In quest’ordine.
Il punto di partenza
Quasi sempre il debito non è la malattia: è il sintomo. Marginalità erosa, capitale circolante che assorbe cassa, investimenti finanziati con la scadenza sbagliata, credito bancario costruito nel tempo senza una regìa. Chi tratta con le banche senza aver prima capito da dove nasce il buco ottiene rinvii. Non soluzioni.
Come lavoriamo
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La fotografia onesta
Ricostruiamo margini reali per linea di business, flussi di cassa, posizione finanziaria netta ed esposizione verso il sistema bancario. È la fase in cui diciamo cose che non sempre fanno piacere sentirsi dire, ed è esattamente per questo che serve qualcuno di esterno.
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Il piano
Costruiamo un piano economico-finanziario credibile: previsione di cassa a breve per governare le settimane critiche, business plan pluriennale per governare la direzione. Un piano serve a due cose: guidare voi e convincere chi dovrà crederci.
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Il tavolo con gli istituti
Sediamo noi al tavolo, con voi. Riscadenzamento delle linee, consolidamento, nuova finanza, garanzie pubbliche. Parliamo la lingua degli istituti e portiamo numeri che reggono la loro istruttoria. Sullo stesso tavolo valutiamo finanza agevolata e fondi europei, quando ci sono e quando servono davvero.
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Il presidio
Un accordo firmato non è un problema risolto. Restiamo a monitorare l’andamento rispetto al piano, con un reporting essenziale che vi dice ogni mese se siete in rotta.
Il debito quasi mai è la malattia: è il sintomo. Si cura risalendo alla causa.
Finanza e ristrutturazione del debitoQuando la tensione diventa crisi conclamata
C’è un punto in cui il problema smette di essere finanziario e diventa giuridico: quando i debiti verso il fisco e i contributi si accumulano, quando un creditore minaccia un’azione, quando gli indici di allerta previsti dalla legge scattano. Da lì in avanti il tempo non è più una variabile: è la variabile.
Il Codice della crisi ha cambiato le regole del gioco. Ha introdotto strumenti che permettono di risanare l’impresa mantenendone il controllo, ma li ha legati a una condizione: attivarli finché l’azienda è ancora recuperabile. Chi si muove per tempo ha un ventaglio di possibilità. Chi aspetta, quasi sempre, ne ha una sola.
Cosa mettiamo a disposizione
- Diagnosi precoce. Verifichiamo se e quanto l’impresa è esposta agli indicatori di squilibrio, e vi diciamo con franchezza in quale stadio siete. È l’analisi che permette di scegliere lo strumento giusto invece di subire quello che resta.
- Composizione negoziata della crisi. Vi accompagniamo nel percorso riservato con l’esperto indipendente nominato dalla Camera di commercio: prepariamo la documentazione, costruiamo il piano di risanamento e sediamo con voi al tavolo con creditori e banche. L’impresa resta in mano vostra e continua a operare.
- Piano attestato di risanamento. Costruiamo il piano industriale e finanziario e coordiniamo il lavoro dell’attestatore indipendente, che dovrà certificarne la veridicità dei dati e la fattibilità. Un piano attestato mette al riparo gli atti che ne danno esecuzione: per questo va scritto perché regga, non perché convinca.
- Riequilibrio degli obblighi tributari. Affrontiamo il debito fiscale e contributivo con gli strumenti che la legge mette a disposizione, dalla rateizzazione alla transazione fiscale all’interno delle procedure. L’obiettivo è riportare l’esposizione dentro una sostenibilità reale, non spostarla di qualche mese.
- Regia dei professionisti. Un percorso di crisi coinvolge legali, attestatori, commercialisti, consulenti del lavoro. Li coordiniamo noi, così voi avete un solo interlocutore e potete tornare a occuparvi dell’azienda.
Il nostro ruolo è quello dell’advisor dell’imprenditore: costruiamo il piano, prepariamo i numeri e conduciamo la trattativa. L’attestazione e le nomine indipendenti spettano per legge ad altri soggetti, ed è bene che sia così, perché è proprio quella terzietà a dare valore al piano davanti ai creditori.
Cosa resta in mano vostra
- Chiarezza su dove si genera e dove si brucia margine
- Un piano finanziario sostenibile, non una speranza
- Un debito riscadenzato sulla capacità reale dell’impresa
- Un rapporto con le banche basato su dati, non su rincorse
- Gli strumenti di legge attivati finché servono a qualcosa
Quando ha senso parlarne
Quando la cassa detta l’agenda. Quando le banche chiedono un piano e non sapete come scriverlo. Quando i ricavi crescono ma i margini no. Quando avete saltato una scadenza fiscale o contributiva. Quando vi hanno parlato di composizione negoziata e non sapete cosa comporti. E comunque prima di arrivare al punto in cui l’unica strada è la liquidazione.
Parliamone
di persona.
Ogni impresa è un caso a sé. Prima di proporvi qualcosa vogliamo capire se e come possiamo esservi utili. E se non lo siamo, ve lo diciamo.